Emily in Italia
Ci sono poche donne tra le alte cariche politiche. La risposta di molti è che alle donne non interessa fare politica: “non ci sono perchè non vogliono esserci“. La risposta di altre donne è invece studiare il fenomeno, analizzare e contare prima di tutto, poi ragionare sui risultati.
A livello Europeo per quanto concerne le Camere Alte le donne sono presenti mediamente con un 25%, poco promettente dal momento che nel Senato italiano la percentuale scende all’8,19% e nel Sènat francese al 5,60%.
Nelle Camere basse la media europea scende al 19.3%, ma la rappresentanza femminile è distribuita in modo più omogeneo e consistente fra i paesi membri. Solo cinque i paesi dove una donna è divenuta Presidente di una Camera Bassa: Italia, Germania, Regno Unito, Finlandia e Svezia. Il ragionamento che bisogna fare parte dal presupposto che le donne sono state per lungo tempo escluse dalla politica, non certo per loro scelta; chi si vuole avventurare in questo campo si ritrova in una dimensione inavitabilmente maschile, che poco conosce e sa interpretare.
Anche per questo nel 1998 è nata l’associazione Emily in Italia, sul modello delle Emily’s List americana e inglese. Dal 2002 ha struttura federale e ogni sede locale ha il suo statuto e organizzazione autonoma. Lo scopo è proprio quello di sostenere la partecipazione politica delle donne, attraverso corsi di formazione, sostegno in campagna elettorale e finanziamenti. L’impostazione originaria laburista e demoscratica in Italia le avvicina ai partiti del centro-sinistra.
Ecco i link delle principali sedi in Italia: